domenica 12 luglio 2015

E' stato uno scherzo ?

Una premessa per i lettori più recenti, in aggiunta ai motivi per cui ho creato il blog. Perchè diversi di voi dicono che si perdono a leggere tutti i post. Fatemi sapere se è più comprensibile.

Se leggete la versione più recente di questo post ( label PREVISIONI) e volete prendere spunto per la composizione settimanale del vostro portafoglio , è inutile leggere le precedenti , perchè già qui ci sono tutti gli elementi che vi servono.
Se volete sapere cosa sono gli ETF usate questo link http://www.borsaitaliana.it/etf/etf/home.htm , se  volete sapere cosa sono gli ETC (usati per Oro , ecc) usate questo link http://www.borsaitaliana.it/etc-etn/etc-etn/home.htm .
Se volete conoscere il contenuto dei vari ETF/ETC indicati andate alla etichetta Glossario .

Ed ora torniamo ai contenuti .

Continuo a considerare gli USA come la piazza finanziaria trainante , mentre le conclusioni sono relative ad asset quotati in Italia . Il motivo l'ho spiegato nei post precedenti.
La scorsa settimana l'Europa è stata la migliore , mentre le altre sono state negative : Hong Kong la peggiore , mentre la Cina ha operato un grande recuper , pur rimanendo ancora negativa ; ancora una volta la USA è stata la più regolare . Da inizio anno , la Cina rimane in testa ma di poco , mentre l'ultima è la USA.


Per l'area Euro , l'Economic Sentiment  è  sceso leggermente in Giugno  a 103,5 da 103,8 . La consumer confidence di Giugno è rimasta quasi stabile a -5,6.

Per l'Italia ,  sono  saliti Europa e Reit ; Emergenti e Asiatici i peggiori .
Se si segue una logica di brevissimo termine ,  questa settimana  cambiamo  una allocazione  :AZ . Europa  , poi Az. Giappone con  Az. USA ed Az. Emergenti . La parte Asia la dirottiamo su Liquidità.
In questa settimana il calo è stato intorno all'1,4 % . La performance del 2015 è  intorno al 5 % . A 12 mesi fa siamo a circa 17 % .
Per il medio termine i ragionamenti si complicano , come ho già detto . 
Lo scenario è sempre lo stesso : ricerca di asset considerati sicuri e scarsa propensione ad investire a lungo termine in investimenti "rischiosi" (intendo quelli industriali ) , e va tenuto conto che  la borsa USA è considerata molto sopravvalutata e che , essendo quella che "guida il branco" , questo aumenta il pericolo . 

La ricetta che continuo a seguire porta quindi alla diversificazione e ad un atteggiamento "tattico" . Per qualche esempio vedere i miei portafogli mensili. ( CREAZIONE DEL PORTAFOGLIO , ETF) .
Per sovrappeso aggiungiamo le turbolenze greche e quelle cinesi. Per le prime le ultime notizie non sono rassicuranti ; per le seconde siamo solo ad uno stop artificiale : cercare di fermare i mercati è sempre rischioso .

CAPE  Shiller
Seguendo il CAPE Shiller https://en.wikipedia.org/wiki/Cyclically_adjusted_price-to-earnings_ratio da fine Marzo 2013 (il   FTSEMIB valeva 15363 )  siamo arrivati intorno a 24.000 : + 55 % . Esperimento riuscito , o no ?
A fine 2014 ecco l'elenco dei Paesi meno cari , nell'ordine dai meno ai più : Russia, Brasile , Italia , Polonia , Turchia , Indonesia , Cina , Spagna , India , Sudafrica , Tailandia (non avevo i dati sulla Grecia , peccato) .
Ripetiamo il giochino , ma non prendiamo i primi 10 (che sarebbe consigliabile ) ma solo i primi 3 , con i valori ai primi di Gennaio 2015 ( in genere sono disponibili intorno al 7 del mese ) : RBS Russia 28,13 , DB X-T Brasile 32,58 , Amundi FTSEMIB 31,89 . Ad inizio 2016 vedremo dove saremo arrivati .

Ovviamente tutti questi discorsi non contano se si persegue una strategia tipo ETF ( o PBVROA)  .
Avvertenza: ricordo a tutti che i miei punti di vista vanno letti alla luce di quanto ho scritto sui motivi delle creazione di questo blog : ognuno decide con la propria testa .

venerdì 10 luglio 2015

Tsipras dice che i Greci non hanno visto soldi; è vero?

Non sembra , almeno a leggere questo
http://www.lavoce.info/archives/36053/bail-out-greco-dove-sono-finiti-i-soldi/

lunedì 6 luglio 2015

Cinture di sicurezza allacciate

Una premessa per i lettori più recenti, in aggiunta ai motivi per cui ho creato il blog. Perchè diversi di voi dicono che si perdono a leggere tutti i post. Fatemi sapere se è più comprensibile.

Se leggete la versione più recente di questo post ( label PREVISIONI) e volete prendere spunto per la composizione settimanale del vostro portafoglio , è inutile leggere le precedenti , perchè già qui ci sono tutti gli elementi che vi servono.
Se volete sapere cosa sono gli ETF usate questo link http://www.borsaitaliana.it/etf/etf/home.htm , se  volete sapere cosa sono gli ETC (usati per Oro , ecc) usate questo link http://www.borsaitaliana.it/etc-etn/etc-etn/home.htm .
Se volete conoscere il contenuto dei vari ETF/ETC indicati andate alla etichetta Glossario .
Se volete vedere diverse alternative a strategie di investimento con ETF utilizzate la label "STRATEGIE DI INVESTIMENTO".

Ed ora torniamo ai contenuti .

Continuo a considerare gli USA come la piazza finanziaria trainante , mentre le conclusioni sono relative ad asset quotati in Italia . Il motivo l'ho spiegato nei post precedenti.
La scorsa settimana è salita solo l'India , mentre la Cina innanzitutto e poi , a seguire l'Europa , l'Asia e gli USA sono calati. Anche se la Cina continua ad essere di gran lunga la migliore da inizio anno ,va rilevato che nelle ultime tre settimane ha ceduto più del 25 % ;  sta scoppiando la bolla che si è gonfiata da metà dello scorso anno.
Per l'area Euro , l'Economic Sentiment  è  sceso leggermente in Giugno  a 103,5 da 103,8 . La consumer confidence di Giugno è rimasta quasi stabile a -5,6.

Per l'Italia ,  sono  saliti solo obbligazionari , l'oro è rimasto stabile mentre gli azionari , Europa la peggiore ( chissà perchè )  , sono calati tutti.
Se si segue una logica di brevissimo termine ,  anche questa settimana  non  cambiamo  allocazione  :AZ . Europa  , poi Az. Giappone con  Az. USA , Az. Asia  ed Az. Emergenti . 
In questa settimana il calo è stato superiore all'1,5 % . La performance del 2015 è  intorno al 6 % . A 12 mesi fa siamo a circa 18 % .
Per il medio termine i ragionamenti si complicano , come ho già detto . 
Lo scenario è sempre lo stesso : ricerca di asset considerati sicuri e scarsa propensione ad investire a lungo termine in investimenti "rischiosi" (intendo quelli industriali ) , e va tenuto conto che  la borsa USA è considerata molto sopravvalutata e che , essendo quella che "guida il branco" , questo aumenta il pericolo . 

La ricetta che continuo a seguire porta quindi alla diversificazione e ad un atteggiamento "tattico" . Per qualche esempio vedere i miei portafogli mensili. ( CREAZIONE DEL PORTAFOGLIO , ETF) . Per sovrappeso aggiungiamo le turbolenze greche e quelle cinesi ( la borsa di Shangai continua a cadere a precipizio)

CAPE  Shiller
Seguendo il CAPE Shiller https://en.wikipedia.org/wiki/Cyclically_adjusted_price-to-earnings_ratio da fine Marzo 2013 (il   FTSEMIB valeva 15363 )  siamo arrivati intorno a 24.000 : + 55 % . Esperimento riuscito , o no ?
A fine 2014 ecco l'elenco dei Paesi meno cari , nell'ordine dai meno ai più : Russia, Brasile , Italia , Polonia , Turchia , Indonesia , Cina , Spagna , India , Sudafrica , Tailandia (non avevo i dati sulla Grecia , peccato) .
Ripetiamo il giochino , ma non prendiamo i primi 10 (che sarebbe consigliabile ) ma solo i primi 3 , con i valori ai primi di Gennaio 2015 ( in genere sono disponibili intorno al 7 del mese ) : RBS Russia 28,13 , DB X-T Brasile 32,58 , Amundi FTSEMIB 31,89 . Ad inizio 2016 vedremo dove saremo arrivati .

Ovviamente tutti questi discorsi non contano se si persegue una strategia tipo ETF ( o PBVROA)  .
Avvertenza: ricordo a tutti che i miei punti di vista vanno letti alla luce di quanto ho scritto sui motivi delle creazione di questo blog : ognuno decide con la propria testa .

Gli scioperi impuniti

E' un argomento che esula dagli scopi di questo blog . Ma c'è da domandarsi : dove può andare un Paese che tollera questo ?
Chi chiede continuamente, a gran voce, "più regole" sarebbe bene fosse il primo a rispettarle, le regole. Invece così non è: perlomeno in Italia.
È il caso di quanto sta succedendo al trasporto pubblico di Roma. Da giorni, i macchinisti della rete metropolitana stanno interrompendo il servizio pubblico di trasporto senza aver indetto uno sciopero formale, ma semplicemente incrociando le braccia.
Romani e turisti si sono trovati ad aspettare la metropolitana anche per un'ora, senza alcun preavviso, nemmeno un biglietto ai tornelli.
Sul sito Atac, si legge che i rallentamenti sembrano dovuti a iniziative individuali «dovute all'applicazione anche al personale operativo del sistema automatico di rilevazione delle presenze». In soldoni, alcuni (quanti?) dipendenti non vogliono sottostare al controllo dei tornelli per la presa e l'uscita dal servizio. Perché il messaggio arrivi chiaro e tondo, semplicemente si rifiutano di lavorare. 
Si tratta di legittimo esercizio del diritto di sciopero per protestare contro una nuova condizione lavorativa, peraltro di evidente buon senso? A noi sembra più interruzione di pubblico servizio.
La differenza è chiara, norme alle mano. La legislazione, già in vigore, impone determinate formalità perché l'astensione dal lavoro sia legittimo esercizio di un diritto. Formalità che, a Roma, sono state bellamente ignorate: nessuno ha dato preavviso, nessuno ha apertamente indetto uno sciopero, la Commissione nazionale per gli scioperi non ha certificato un servizio minimo garantito. 
Cosa diremmo di un'azienda privata che, ricevuta in appalto la fornitura di un servizio essenziale, decidesse unilateralmente di smettere di occuparsene, per spuntare un contratto migliore? 
Nessuno "assolverebbe" il proprietario o il manager dell'impresa.
In questo caso, abbiamo davanti dei dipendenti di una società pubblica che scelgono di non lavorare, per protesta contro il controllo del rispetto dell'orario di lavoro. Nonostante un articolo del codice penale che qualifica tale comportamento come reato, nonostante una legge che prevede quali sono le forme di contestazione legittime, nonostante un'autorità indipendente chiamata a sorvegliare sul rispetto di tale legge. 
Non sono "regole" anche queste? Perché non fa nemmeno notizia, che vengano bellamente ignorate?
L'amara risposta sta nel fatto che le relazioni sociali e industriali nel nostro paese sono stabilite a prescindere dalle "regole". I sindacati le invocano per gli altri: ma quelle che riguardano loro non sono che un accidente passeggero.
Non bastano le leggi e le autorità di controllo perché si risponda delle proprie responsabilità. Occorre che il circuito venga attivato. Occorrerebbe, nel caso romano, la immediata risposta dell'azienda pubblica, e se questa non dovesse avvenire, l'immediata risposta del Comune di Roma e del suo sindaco, al quale i vertici dell'azienda pubblica rispondono. L'afonia dell'una e dell'altro ne certifica non solo l'indifferenza nei confronti del cittadini: ma anche, quel che è peggio, la debolezza verso i prepotenti.
Nel frattempo, gli utenti del monopolistico servizio pubblico, al di là di tentare la disperata via di denuncia di interruzione di pubblico servizio, non hanno alternative. 
Sono sudditi impotenti: privi della libertà di scegliere una concorrenza che non c'è, umiliati dalla prepotenza di chi si sottrae, indisturbato, al più banale dei controlli.

Per ulteriori informazioni:  
Email: info@brunoleoni.it - Tel.: +39 02 3657 7325.


Istituto Bruno Leoni vincitore del premio European Think Tank of the Year 2013 assegnato da Prospect Magazine.
Per sostenere la Fondazione Istituto Bruno Leoni è sufficiente inserire sul modello di dichiarazione dei redditi utilizzato, nella sezione relativa alla destinazione del 5 per mille al riquadro "Finanziamento della ricerca scientifica e dell'università",  il nostro codice fiscale 97741100016 e la firma.
L'Istituto Bruno Leoni è un'organizzazione con sede a Torino, Piazza Cavour 3, tesa a promuovere le ragioni del libero mercato. Il sito internet dell'IBL è www.brunoleoni.it/.
In ottemperanza del D.L. 196d del 30.6.2003, per la tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento di dati personali, in ogni momento è possibile modificare o cancellare i dati registrati nella database dell'Istituto Bruno Leoni.
Per cancellare il proprio indirizzo dalla newsletter cliccare QUI.
Per richiedere la modifica dei propri dati cliccare QUI.