Continuo a considerare
gli USA come la piazza finanziaria trainante , mentre le conclusioni
sono relative
ad asset quotati in Italia . Il motivo l'ho spiegato nei post precedenti.
Vediamo gli indicatori
VIX
: la
mm5 (che smussa i picchi) è scesa molto : 11,5 ; non ha sfondato 19
ed è scesa sotto 12,3 , dove dovrebbe fermarsi la salita di
S & P 500 , è arrivata ai minimi da tre anni : l'altalena continua da agosto 2012 , e da allora la
crescita di S & P 500 è stata quasi ininterrotta . Se questo
indicatore la dice giusta , tra un po' dovrebbe arrivare il diluvio.
P/C
:la mm10 è scesa ancora :
0,84 . La soglie critiche sono 0,80 - 0,95 , che rimangono lontane . Non conferma quanto sopra : il diluvio potrebbe essere posticipato .
La % di aziende S & P 100 con i prezzi sopra la
mm200 è al 90 % , sopra alla scorsa settimana (86 %) , e
superiore al 65% , che è la media . Il segnale che sconsiglia gli
acquisti per il medio termine rimane significativo (ma lo è ormai da
primavera 2013....). Il massimo raggiunto negli ultimi 3 anni è ancora lontano .
Il Cape-Shiller è sopra 25 , contro la media che è intorno a
16,5. Indica che nel medio- lungo le azioni USA renderanno poco o niente
: intorno all' 1 % annuo per i prossimi anni
(cosa già detta e ridetta , ed anche contestata da altri analisti ,
come riportato). Anche in questo caso va detto che è sopra 16,5 da
inizio 2010 e che siamo vicini ai massimi degli ultimi 3 anni e lontanissimi dai massimi del 2000.
Un
altro indicatore : la capitalizzazione totale del mercato (TMC)
diviso per il PIL : è sopra al 118 % . Quando supera il 90% il
mercato è
sopravvalutato . Il massimo è stato nel 2000 a 148 % , il secondo
massimo 110 % a settembre 2007 ( non so se mi spiego......) . Anche in
questo caso si può prevedere il ritorno medio nel lungo periodo : appena
sotto il 2 % . E pure qui bisogna aggiungere che è sopra 100 da
primavera
2013 .
Insomma : nel breve ci può essere qualche spazio di crescita , ma nel
lungo poche speranze ; il problema/opportunità è la durata del breve .
Se la FED
continuerà ad essere credibile nella sua
volontà di tenere bassi i tassi , la cuccagna potrebbe durare ancora
fino a fine anno , mantenendo però gli occhi ben aperti.
(Sono stufo di ripetermi).
Il decennale USA è sostanzialmente stabile da mesi , sembra indicare fiducia che i tassi non si muoveranno .
Le
commodity sono scese leggermente , come l'oro .
L'andamento
della volatilità sull'oro ,
che è salita ancora di poco , indica che i mercati non sono particolarmente
nervosi , stanno cercando un nuovo equilibrio ; i REIT si sono fermati , come i mercati emergenti : è stato un altro tentativo di trovare uno
spunto su cui fare qualche guadagno.
Il
Dollar Index è ancora intorno a 80 : vediamo che
l' equilibrio tra acquisti e vendite di asset denominati in
USD continua ad oscillare in una fascia ristretta 80-81 come da Novembre scorso .
Il
Baltic Dry Index , che dovrebbe
indicare lo stato dei commerci nel mondo , è sceso ancora leggermente , sotto 1000 , intorno ai minimi degli ultimi 12 mesi .
L'indice manifatturiero USA di aprile ha avuto un buon rialzo
da 53,7 a 54,9 punti , mentre la Cina ha avuto un buon miglioramento anche se rimane sotto 50.
Il Consumer Confidence Indicator per l'area Euro è risalito ancora
rispetto ad Aprile (-7,1 rispetto a - 8,6 ). L'Economic Sentiment a Maggio è risalito leggermente (102,7
da 102 di Aprile e 100 di
Dicembre) .
Insomma : i segnali tecnici sono oscillanti , ma meno rassicuranti nel breve , quelli congiunturali sono
lievemente migliorati.
Per
l'Italia , scesi Commodity , Oro e mercati emergenti.
Se
si segue una logica di brevissimo termine , qualche modifica alla allocazione di tre settimane fa: REIT USA e Mondiale alla pari ,
e poi Commodity ,l'Azionario Europa e quello USA . La
performance
da inizio anno rimane positiva ; non so se avete notato che molti
indicatori di cui ho parlato sono in stallo da primavera 2013 : anche
le performance di questa strategia vanno a zig zag da allora.
Se invece vogliamo fare una " sola puntata " , meglio rimanere sugli
obbligazionari -specie se a lungo termine- , presi ad inizio Aprile.
Per
il medio termine i ragionamenti si complicano , come ho già detto . Si
vedano i miei post precedenti . Portano alla diversificazione e ad un
atteggiamento "tattico" .
Uno dei messaggi più ricorrenti è il probabile
calo dell'azionario USA ( pur con tutte le obiezioni che potete leggere
in
alcuni post precedenti ed in quello che detto qualche riga più sopra ,
che porterebbe a rimanere ancora ) e la necessità di una
diversificazione sia
geografica che in termini di asset .
Per chi crede nel "ritorno alla media" , cioè che le valutazioni
oscillano sopra e sotto la loro media , i dati che ho esposto sopra
(Shiller , N° imprese sopra la mm200 , la TMC ), dicono che bisogna
capitalizzare i guadagni e passare alle obbligazioni.
Per chi non ci crede fino a prova contraria , ed ha un orizzonte di 2 anni , vale la pena di rimanere .
Teniamo
in memoria
la scommessa a lungo termine per l'Italia : a fine marzo 2013 FTSEMIB
valeva 15363 ( chi non amasse il rischio potrebbe accontentarsi dei
livelli raggiunti ) . Chi volesse potrebbe tenere in
memoria anche le
scommesse che sono partite da fine settembre 2013 : Spagna , Francia ,
e BRICS . Ricordo che
l'orizzonte dovrebbe essere almeno 5 anni.
Per ulteriore informazione ricordo alcuni tra i Paesi meno cari (come
CAPE) a fine 2013: Grecia , Russia , Argentina , Italia , Irlanda ,
Ungheria , Austria , ed alcuni tra i più cari : Usa , Giappone , Canada ,
Svizzera , Danimarca . Decidete voi su chi puntare . L'anno scorso 9 su
10 più economici hanno avuto ottimi risultati (l'eccezione è stata la
Russia) , e 9 su 10 più cari hanno avuto pessimi risultati (
l'eccezione sono stati gli USA ) .
Ovviamente tutti questi discorsi non contano se si persegue una
strategia tipo PBVROA o ETF .
Avvertenza: ricordo a tutti che i miei
punti di vista vanno letti alla luce di quanto ho scritto sui motivi
delle creazione di questo blog : ognuno decide con la propria testa .
Mines, Logistics and Deep Uncertainty Threaten a Middle East Oil Rebound
-
More oil is getting out of the Persian Gulf, but the region’s producers are
looking for signs that it is safe as they ramp up plans for alternative
routes.
14 ore fa
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